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	<title> &#187; ibm</title>
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		<title>Consulenti ? Sì grazie ! (PR Identity Blues)</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 11:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[ibm]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno potrebbe essersi un po&#8217; stupito del post precedente, e considerare poco accorto, (o per meglio dire poco&#8221;PR&#8221;) , e in un certo senso &#8220;fuori tema&#8221;, emettere in pubblico un giudizio così negativo sulle attività di comunicazione di una grande &#8230; <a href="https://www.enricobianchessi.com/?p=315">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno potrebbe essersi un po&#8217; stupito del post precedente, e considerare poco accorto, (o per meglio dire poco&#8221;PR&#8221;) , e in un certo senso &#8220;fuori tema&#8221;, emettere in pubblico un giudizio così negativo sulle attività di comunicazione di una grande azienda come <a href="http://www.ibm.com/it/it/">IBM.</a> </p>
<p>Dico questo perchè ho avuto molto (troppo) spesso la sensazione che il ruolo delle agenzie di PR sia visto in molti modi, ma non sotto l&#8217;unico che gli competerebbe, ovvero quello consulenziale. </p>
<p>L&#8217;immagine delle agenzie di PR che percepiamo dalle aziende, soprattutto durante i nostri incontri di new business, è quella di un servizio &#8220;accessorio&#8221; il cui compito chiave è, alla fine, quello di distribuire comunicati e comunicare con i giornalisti, dove la componente consulenziale, strategica  e di definizione / creazione e gestione dei contenuti è molto limitata, se non completamente assente.</p>
<p>Quello che voglio dire è che, nella remota ipotesi in cui  fossi stato un consulente di IBM, avrei comunque preso il telefono e avrei caldamente consigliato il mio cliente di intervenire su quella modalità di comunicazione, perchè la ritengo auto-lesionista, dato che IBM dispone sicuramente di contenuti che non hanno certo bisogno di &#8220;trucchetti&#8221; per essere consultati, e che possono essere veicolati in 100 altri modi, più efficaci e appropriati. Perchè anche se l&#8217;agenzia di PR non segue direttamente l&#8217;attività pubblicitaria, quando vede l&#8217;azienda utilizzare strumenti che ne &#8220;minano&#8221; in varia misura la reputazione e l&#8217;immagine, ha il dovere &#8220;istituzionale&#8221; di tirare le orecchie al proprio cliente.</p>
<p>Spesso, soprattutto nelle prime fasi di collaborazione, i nostri clienti sono un po&#8217; stupiti da questo atteggiamento, che però,  alla lunga viene generalmente molto apprezzato, perchè si tratta di un valore aggiunto di non poco conto.</p>
<p>Ringrazio ancora <a href="http://www.linkedin.com/profile?viewProfile=&amp;key=2906089&amp;fromSearch=1&amp;sik=1226729995290&amp;split_page=1&amp;rd=in&amp;authToken=BH1m&amp;authType=NAME_SEARCH&amp;goback=.srp_1_1226729995290_in"> Alessandro Ferrari</a>  per il suo intervento nei commenti, un esempio di come, evidentemente, ci sono persone, nelle aziende, che sanno come e quando entrare nelle conversazioni, un segnale comunque positivo.</p>
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		<title>I gonzi del Web (Web Advertising Blues)</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 11:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ibm]]></category>
		<category><![CDATA[web advertising]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarà che in questi giorni sono particolarmente suscettibile, sarà questo tempo schifoso, ma stamattina il simpatico banner IBM che mi si è presentato mentre navigavo in cerca di informazioni, mi ha davvero infastidito. Sapete, una di quelle simpatiche finestrelle che &#8230; <a href="https://www.enricobianchessi.com/?p=314">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_IMW5QPz6K_U/SRrOa5Q6CfI/AAAAAAAAAfk/NaE9BBCPbrU/s1600-h/Clipboard01.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 268px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_IMW5QPz6K_U/SRrOa5Q6CfI/AAAAAAAAAfk/NaE9BBCPbrU/s320/Clipboard01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267749675606870514" border="0" /></a>Sarà che in questi giorni sono  particolarmente suscettibile, sarà questo  tempo schifoso, ma stamattina il simpatico banner <a href="http://www.ibm.com/it/it/">IBM</a> che mi si è presentato  mentre navigavo in cerca di informazioni, mi ha davvero infastidito.
<p>Sapete, una di quelle simpatiche finestrelle che ti si parano davanti  coprendo quello che stai cercando di leggere e ti dicono &#8220;Hey, dico a te ! Prima  guardi me, poi se vuoi perderai tempo con le cose tue !&#8221;  Quanto li adoro&#8230;</p>
<p>Roba che definire web 1.0 è fare torto al web 1.0.</p>
<p>Ma non è tutto.</p>
<p>Il simpatico invasore (ho detto &#8220;invasore&#8221;) ha una crocettina in basso a destra, e la scritta &#8220;Chiudi&#8221;.</p>
<p>Tu clicchi su &#8220;Chiudi&#8221; e lui se ne frega.</p>
<p>&#8220;Eh, povero gonzo del web, mica penserai che siamo così scemi che ti permettiamo di chiudere il banner prima che abbia finito di girare vero ? Non penserai che abbiamo soldi da buttare, noi ! Quel &#8220;chiudi&#8221; lo abbiamo messo lì per finta, per far vedere che siamo 2.0, che rispettiamo le tue eventuali scelte, etc etc. Però adesso non rompere, mettiti lì buono buono, e impara da quello che dobbiamo dirti&#8221;</p>
<p>Naturalmente se clicchi su &#8220;rivedi&#8221; (perchè mica potrai perderti l&#8217;occasione di riguardartelo vero ?)  il tuo click funziona perfettamente, e se clicchi sul banner per andare al sito IBM,  funziona.</p>
<p>Insomma funziona quel che serve, no ? </p>
<p>Gonzo !</p></p>
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