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	<title> &#187; COVID19</title>
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		<title>10 best practice per condurre riunioni virtuali efficaci.</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2021 16:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>

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		<description><![CDATA[(liberamente tradotto e adattato da : &#8220;10 best practices for acing virtual presentations&#8221; di Valerie Di Maria &#160; Molti di noi lavorano ormai quasi costantemente in remoto, molti per la prima volta, e le riunioni tramite teleconferenze, webinar e chat video &#8230; <a href="https://www.enricobianchessi.com/?p=1011">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(liberamente tradotto e adattato da : &#8220;<strong><a href="https://www.ragan.com/10-best-practices-for-acing-virtual-presentations/" target="_blank">10 best practices for acing virtual presentations&#8221; di Valerie Di Maria</a></strong></p>
<p><a href="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2021/02/virtual-meeting1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1015" title="virtual-meeting" src="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2021/02/virtual-meeting1.jpg" alt="" width="780" height="522" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molti di noi lavorano ormai quasi costantemente in remoto, molti per la prima volta, e le riunioni tramite teleconferenze, webinar e chat video stanno diventando la norma.</p>
<p>Che tu stia parlando con 10 o 1.000 persone, occorre perfezionare i propri contenuti e adattare la loro esposizione specificamente per le presentazioni virtuali. Per aiutarvi, ecco 10 best practice per una comunicazione efficace quando nessuno si trova nella stessa location:</p>
<p>1. <strong>Sii sincero</strong>. Pensa alla tua presentazione come a una conversazione: è importante che tu sia autentico e trasparente. È estremamente difficile mantenere l&#8217;attenzione delle persone se sembra che tu stia leggendo una sceneggiatura o semplicemente stai leggendo le battute. Sii sincero e parla con spontaneità.</p>
<p>2. <strong>Conduci con empatia</strong>. Mettiti nei panni del tuo pubblico. Le persone si sentono spesso ansiose e insicure. Affronta prima queste preoccupazioni e chiarisci che le persone contano.</p>
<p>3. <strong>Meno è meglio</strong>. Non sovraccaricare il pubblico con tutte le informazioni che hai. Limitati a ciò che i tuoi dipendenti e clienti hanno maggiormente bisogno di sapere.</p>
<p>4. <strong>Rendilo uno sport di squadra</strong>. Assegna ruoli ai colleghi in modo che nessuno parli per più di 10 minuti. Dai a ciascuno un&#8217;introduzione avvincente e mostra la loro foto se non stai usando il video. Affermare e sostenere i commenti degli altri per instillare una dinamica di squadra e per facilitare un dialogo migliore. Prova in anticipo in modo che tutti i relatori conoscano i contenuti di ogni relatore e le transizioni siano fluide.</p>
<p>5. <strong>Aumenta la tua energia</strong>. Assicurati di parlare chiaramente e ad alta voce. Alzarsi in piedi ti aiuterà a proiettare la tua voce in modo più efficace.  Esporre con passione, emozione ed energia ti aiuterà a catturare e mantenere l&#8217;attenzione.</p>
<p>6. <strong>Sollecita l&#8217;interazione</strong>. Sollecita in anticipo le domande del pubblico. Durante la presentazione, poni domande e chiedi commenti dopo ogni segmento. Non aspettare sempre la fine per dire: &#8220;Domande?&#8221;</p>
<p>7. <strong>Essere pronti a interruzioni impreviste</strong>. Partner, figli, coinquilini o amici pelosi possono fare apparizioni inaspettate durante la presentazione. Seguire la corrente: se succede, prenditi un momento e presenta la stella a sorpresa. Riconoscere che questo non è un normale ambiente di lavoro può aggiungere un momento (tanto necessario) di umanità e umorismo.</p>
<p>8. <strong>Mostrati al meglio</strong>. Posiziona la fotocamera a livello del viso relativamente vicino a te, ma non troppo vicino. Usa un supporto o una pila di libri per la fotocamera del tuo laptop. Guarda direttamente la telecamera mentre parli; i tuoi partecipanti si sentiranno più coinvolti nella conversazione. Assicurati di essere in un&#8217;area ben illuminata. Non dovrebbe esserci nulla di distraente in sottofondo. L&#8217;abbigliamento casual elegante e professionale è il più appropriato. Evita colori sgargianti, le persone si concentreranno su quello che dici.</p>
<p>9. <strong>Controlla la tecnologia</strong>. Chiedi alle persone di accedere alla riunione almeno 10 minuti prima dell&#8217;inizio per dare loro l&#8217;opportunità di testare la propria attrezzatura e il proprio suono e fornire un numero da chiamare in caso di problemi di connessione. Assicurati di avere un buon microfono.</p>
<p>10. <strong>Avere tre messaggi chiave.</strong> Aiuta il tuo pubblico a capire il punto cruciale del tuo discorso. Sii esplicito e chiaro dicendo qualcosa del tipo: &#8220;Ecco le tre cose che dovresti ricordare della sessione di oggi&#8221;. Quindi, cerca di concludere con una considerazione stimolante e positiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bias cognitivi in periodi di crisi.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 10:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[agenzie PR]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Un bell&#8217;articolo sui bias cognitivi nei periodi di crisi. Partendo dalla crisi legata alla pandemia, Julie Wright offre una analisi e una classificazione dei bias che affliggono la comunicazione di crisi. &#160; #crisiscommunications #crisismanagement #communication #biases #pr #mediarelations #marketing #comunicazione #media]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ragan.com/5-tips-for-identifying-and-avoiding-cognitive-bias-during-a-crisis/" target="_blank">Un bell&#8217;articolo sui bias cognitivi nei periodi di crisi</a>. Partendo dalla crisi legata alla pandemia, Julie Wright offre una analisi e una classificazione dei bias che affliggono la comunicazione di crisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.linkedin.com/feed/hashtag/?keywords=crisiscommunications&amp;highlightedUpdateUrns=urn%3Ali%3Aactivity%3A6717784492024569857" data-attribute-index="0">#crisiscommunications</a> <a href="https://www.linkedin.com/feed/hashtag/?keywords=crisismanagement&amp;highlightedUpdateUrns=urn%3Ali%3Aactivity%3A6717784492024569857" data-attribute-index="1">#crisismanagement</a></p>
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		<title>Quorum PR e Arlington Research: la comunicazione durante la pandemia.</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2020 08:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[• Un campione di 13.000 consumatori in 14 Paesi, in maggioranza europei • Circa un terzo (31%) ritiene che le aziende che non hanno comunicato durante la pandemia abbiano problemi di tipo economico o finanziario • Oltre un terzo (35%) &#8230; <a href="https://www.enricobianchessi.com/?p=976">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>• Un campione di 13.000 consumatori in 14 Paesi, in maggioranza europei</strong><br />
<strong>• Circa un terzo (31%) ritiene che le aziende che non hanno comunicato durante la pandemia abbiano problemi di tipo economico o finanziario</strong><br />
<strong>• Oltre un terzo (35%) afferma che i marchi che hanno comunicato in modo positivo con un messaggio di speranza sono quelli che verranno privilegiati in futuro</strong></p>
<p><a href="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2020/06/Ricerca1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-977" title="ricerca1" src="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2020/06/Ricerca1-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" /></a>Una nuova ricerca Quorum PR e Arlington Research su un panel globale di 13.000 consumatori, nella maggior parte dei casi europei, ha rilevato che circa un terzo (31%) ritiene che le aziende che non hanno comunicato durante la pandemia abbiano problemi di tipo economico o finanziario, ed è meno incline ad acquistare i loro prodotti. La percentuale sale al 39% in Italia e Spagna.</p>
<p>Un altro problema è quello della mancanza di comunicazione da parte del proprio datore di lavoro, che si traduce in una percezione di insicurezza per il proprio impiego. Questo è vero in particolare per gli uomini (34%) e per coloro che vivono nelle città (35%) anche se è tradizionalmente più facile trovare lavoro nelle aree urbane che in quelle rurali, dove la percezione di insicurezza scende al 26%.<br />
I paesi dove la preoccupazione è più alta sono Giappone (37%), Stati Uniti (35%), Regno Unito e Romania (34%), seguiti da Belgio, Francia e Spagna con il 33%. La generazione Z è il gruppo che risente maggiormente della mancanza di comunicazione (37%), seguita dai baby boomer con il 24%.</p>
<p>“Senza una precisa strategia di comunicazione, il rischio è che i consumatori sviluppino le proprie conclusioni, che potrebbero essere completamente sbagliate” commenta Paul Stallard, MD di Arlington Research. “ Infatti, l’azienda può anche essere in grado di resistere alla tempesta, ma se questa informazione non viene trasferita al mercato, i clienti potrebbero decidere di non ordinare i suoi prodotti per non correre rischi rispetto all’eventuale impossibilità che questi vengano consegnati. Per questo motivo, per ristabilire la fiducia nelle aziende è indispensabile che i dipendenti siano informati di tutte le novità e delle prospettive per il futuro”.</p>
<p>Per quanto riguarda i contenuti, il 46% degli intervistati ha aumentato il consumo durante il lockdown, grazie alla mole di tempo trascorso a casa. La percentuale è più alta tra gli abitanti delle città (51%, contro il 38% delle aree rurali). Per quanto riguarda i Paesi, l’aumento del consumo è stato del 57% in Portogallo, del 55% in Spagna, del 51% in Italia, e del 50% negli Stati Uniti.</p>
<p>La ricerca ha rilevato anche le preferenze dei consumatori in termini di contenuti, con quasi la metà degli intervistati (47%) concordi nel richiedere una maggiore quantità di notizie su temi diversi dalla pandemia. I Paesi più affamati di altre notizie sono Ungheria (62%), Regno Unito e Austria (56%), Germania (53%), e Stati Uniti (47%).<br />
Inoltre, i clienti hanno indicato quale tipo di comunicazione preferiscono da parte delle aziende, con oltre un terzo (35%) che ha affermato di voler premiare quelle che hanno trasmesso messaggi positivi. Anche in questo caso, la percentuale è più alta tra gli abitanti delle città (39%), e tra quelli di Paesi come gli Stati Uniti (45%), Regno Unito (41%), e Spagna e Portogallo (40%).</p>
<p>“I consumatori vogliono notizie, e sono affamati di messaggi positivi. La maggioranza degli intervistati ha confermato che la comunicazione delle aziende è determinante per decidere da quali acquistare in futuro”, conclude Paul Stallard.</p>
<p>I risultati della ricerca sono raccolti in un PDF dal titolo “Don’t stop, the future is now” (non fermatevi, il futuro è oggi) che può essere scaricato sui sotto, insieme ai dati globali e a quelli specifici per l’Italia.</p>
<p><strong><a href="http://www.quorum-pr.com/wp-content/uploads/Arlington-Research-Pandemic-report-June-2020.pdf">La ricerca (PDF)</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.quorum-pr.com/wp-content/uploads/Arlington-Pandemic-Final-Data.xlsx">I dati (XLS)</a> </strong></p>
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