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	<title> &#187; marketing</title>
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		<title>Se l&#8217;azienda è un&#8217;isola digitale</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Sep 2018 08:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei maggiori pericoli per le aziende che vogliono aumentare la propria visibilità in funzione del new business, è quello di investire tempo e denaro nello sviluppo e nella gestione dei propri media (sito, blog, social) ma di perdere poi &#8230; <a href="https://www.enricobianchessi.com/?p=892">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif;"><span style="font-size: medium;">Uno dei maggiori pericoli per le aziende che vogliono aumentare la propria visibilità in funzione del new business, è quello di investire tempo e denaro nello sviluppo e nella gestione dei propri media (sito, blog, social) ma di perdere poi il quadro di insieme della comunicazione verso l&#8217;esterno e dei meccanismi che oggi la regolano. Questo ha ovviamente come conseguenza che il patrimonio di contenuti di cui si dispone non venga adeguatamente utilizzato e sfruttato proprio e soprattutto verso l&#8217;esterno dell&#8217;ecosistema aziendale già esistente.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2018/09/owned_earned_bought-media2_RID2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-902" title="owned_earned_bought-media2_rid" src="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2018/09/owned_earned_bought-media2_RID2.jpg" alt="" width="350" height="342" /></a>L&#8217;odierno scenario dei media (digitali e non) può essere visualizzato in vari modi, ma credo che questa immagine renda piuttosto bene l&#8217;idea.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif;"><span style="font-size: medium;">La questione di fondo è: come connetto ai miei media (owned) il pubblico dei miei clienti potenziali che ancora non sono &#8220;a bordo&#8221; ?</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif;"><span style="font-size: medium;">Se non attivo dei meccanismi che portano i miei contenuti al di fuori delle property digitali che possiedo e controllo, il rischio è proprio quello di non riuscire (o faticare molto) ad ampliare il mio pubblico e quindi il mio business.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif;"><span style="font-size: medium;">E qui sta il nocciolo della questione: se da un lato è assolutamente indispensabile creare e gestire contenuti di valore e di qualità e renderli disponibili sui media posseduti e controllati direttamente, e se è anche vero che in talune occasioni è utile/indispensabile acquistare spazi di visibilità privilegiati, è evidente che senza un&#8217;attività capace di relazionarsi al di fuori, ovvero in grado di interessare e raggiungere i numerosi media di terze parti che trattano temi chiave per l&#8217;azienda, la comunicazione è monca. Nella figura questi ultimi media sono gli &#8220;earned&#8221;, cioè le testate che, grazie ad una attività di media relations focalizzata, riprendono e ripropongono ai rispettivi pubblici i contenuti dell&#8217;azienda e promuovono quindi ulteriori approfondimenti ottenuti creando traffico verso i media aziendali.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; anche evidente l&#8217;impatto che tutto questo ha sui risultati delle ricerche online effettuate da potenziali clienti o partner dell&#8217;azienda. Se vengono create da testate e blog di settore delle pagine web riferite ai contenuti che abbiamo distribuito, queste vengono poi indicizzate dai motori di ricerca e conterranno (se abbiamo costruito bene i nostri testi) numerose parole chiave riferite al business aziendale: aumenterà quindi la probabilità che una ricerca effettuata su un termine chiave inerente al business specifico in oggetto porti a pagine dove si parla dell&#8217;azienda.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif;"><span style="font-size: medium;">Ecco perché senza una attività continuativa e mirata di media relations la comunicazione aziendale nel suo complesso manca di un motore fondamentale e il sito, magari costruito a regola d&#8217;arte e su cui si sono investiti tempo e danaro, rischia di restare una splendida isola a cui però mancano &#8220;ponti&#8221; per approdare.</span></span></span></p>
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		<title>Se non è integrata col resto del business, allora è inutile (PR &amp; marketing &amp; sales Blues)</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2015 15:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ottimo articolo di  Diane Schwartz (Senior VP &#38; Group PublisherMedia/PR Group) ribadisce un concetto talmente banale da essere spesso ignorato dalla comunicazione aziendale. &#160; “…Le tre leve della Comunicazione &#8211; PR, Marketing, Vendite &#8211; sono al loro meglio quando lavorano insieme, non &#8230; <a href="https://www.enricobianchessi.com/?p=673">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Un ottimo articolo di  Diane Schwartz (Senior VP &amp; Group PublisherMedia/PR Group) ribadisce un concetto talmente banale da essere spesso ignorato dalla comunicazione aziendale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><em><a href="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2011/04/art_hoax_s.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-396" title="art_hoax_s.jpg" src="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2011/04/art_hoax_s.jpg" alt="" width="230" height="233" /></a>“…Le tre leve della Comunicazione &#8211; PR, Marketing, Vendite &#8211; sono al loro meglio quando lavorano insieme, non separatamente. La maggior parte dei professionisti della comunicazione e strateghi sono d&#8217;accordo con questa premessa, ma in realtà frustrazioni varie,  vincoli di bilancio e obiettivi contrastanti possono prevenire i tre attori  persino dal voler lavorare insieme.”</em></p>
<p align="justify">La condivisione e la comprensione degli obbiettivi e delle strategie seguite da marketing, vendite e PR dovrebbe essere un modus operandi costante in azienda, e tutti ne trarrebbero sicuramente grandi vantaggi , in primis il business.</p>
<p align="justify">Personalmente ricordo come una delle esperienze professionali più interessanti le tre giornate passate in negozio a vendere i forni a microonde e i robot da cucina di cui ero product manager in azienda: mettersi nei panni degli altri è sempre uno straordinario arricchimento.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.prnewsonline.com/prnewsblog/index.php/2015/07/23/pr-is-sales-is-marketing-is-advertising/" target="_blank">L’articolo di Diane.</a></p>
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		<title>Le PR, queste sconosciute (&#8220;What the hell is PR?&#8221; Blues)</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 11:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso della nostra attività incontriamo talvolta manager e imprenditori che mostrano una discreta (a volte sconvolgente) assenza di cognizioni su cosa siano le PR, quali benefici possano portare al business aziendale, cosa comporta intraprendere una attività di PR, e, soprattutto, cosa è corretto aspettarsi &#8230; <a href="https://www.enricobianchessi.com/?p=653">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Nel corso della nostra attività incontriamo talvolta manager e imprenditori che mostrano una discreta (a volte sconvolgente) assenza di cognizioni su cosa siano le PR, quali benefici possano portare al business aziendale, cosa comporta intraprendere una attività di PR, e, soprattutto, cosa è corretto aspettarsi in termini di risultati.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2015/02/misunderstanding.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-654" title="misunderstanding" src="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2015/02/misunderstanding-300x265.jpg" alt="" width="300" height="265" /></a>Su quest’ultimo aspetto spesso le attese sono completamente fuori luogo e confondono le attività di comunicazione con dei coupon di sconto o con attività promozionali in senso stretto: <em>“Tanto spendo in PR, tanto voglio vedere in fatturato” “Quanto vendo di più se esce un articolo ?”</em></p>
<p align="justify">E’ evidente che attivare una piano di comunicazione sulla base di una serie di fraintendimenti ed errate percezioni porta inevitabilmente a grandi delusioni e, soprattutto, a non raccogliere i frutti di un’attività di PR realizzata partendo dai giusti presupposti e ponendosi obbiettivi corretti.</p>
<p align="justify">Vi propongo come partenza per chiarirsi le idee il bell’articolo “What is PR? A definition for 2015” di Stuart Bruce (<a href="http://stuartbruce.biz/2015/01/what-is-pr-a-definition-for-2015.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+APrGurusMusings+%28A+PR+Guy%27s+Musings%29" target="_blank"><strong>qui il link</strong></a><strong>)</strong></p>
<p align="justify"><em>“It’s perhaps easier to say what PR isn’t, not what it is. PR isn’t publicity. PR isn’t spin. PR isn’t media relations. PR isn’t getting favourable media coverage and suppressing negative media coverage. However, PR can include these things. PR isn’t the same as marketing or advertising and definitely isn’t a subset of marketing as very often its objectives aren’t sales related and often not even directly finance related.”</em></p>
<p align="justify">Alla prossima…</p>
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		<title>Vestirsi 2.0 e comportarsi 0.0 (Bad Twitter Blues)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 10:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Credo valga la pena di dare un’occhiata a questo articolo pubblicato su Violapost. Ecco, tutte le volte (parecchie) che parlavo di aziende che si tuffano sui tool cosiddetti “2.0”, molto social marketing, molto trendy, senza avere una cultura “2.0” nel &#8230; <a href="https://www.enricobianchessi.com/?p=486">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo valga la pena di dare un’occhiata <a href="http://violapost.it/?p=8424">a questo articolo</a> pubblicato su Violapost. </p>
<p>Ecco, tutte le volte (parecchie) che parlavo di aziende che si tuffano sui tool cosiddetti “2.0”, molto social marketing, molto trendy, senza avere una cultura “2.0” nel rapporto con i propri clienti (esistenti e potenziali), mi riferivo proprio a questo.</p>
<p>(Anche se nella fattispecie non occorreva essere Brian Solis per evitare una idiozia del genere)</p>
<p><a href="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2012/05/groupalia.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="groupalia" border="0" alt="groupalia" src="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2012/05/groupalia_thumb.jpg" width="562" height="562"></a></p>
<p> Per completare il quadro potete leggere i commenti sulla loro <a href="https://www.facebook.com/GroupaliaItalia">pagina Facebook</a></p>
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		<title>A volte ritornano&#8230; (Marketing Zombies Blues)</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 08:33:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo un (vergognosamente) lungo silenzio, mi piace riaffacciarmi al mio balconcino online per denunciare (nuovamente) la presenza di un pericoloso zombie che si aggira indisturbato tra noi: il telemarketing selvaggio dei gestori telefonici. Ieri mattina, nel giro di un&#8217;ora e &#8230; <a href="https://www.enricobianchessi.com/?p=461">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un (vergognosamente) lungo silenzio, mi piace riaffacciarmi al mio balconcino online per denunciare (nuovamente) la presenza di un pericoloso zombie che si aggira indisturbato tra noi: il telemarketing selvaggio dei gestori telefonici.</p>
<p><a href="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2012/05/zombies.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-475" title="zombies" src="http://www.enricobianchessi.com/wp-content/uploads/2012/05/zombies-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Ieri mattina, nel giro di un&#8217;ora e mezza 4 telefonate consecutive da 3 gestori (sì, anche i doppioni&#8230;) E naturalmente due dei tre sono già nostri fornitori. Ora io mi domando: i gestori telefonici non potrebbero (cortesemente) spendere qualche euro di meno in pubblicità e dotarsi di un CRM decente che gli permetta di fornire ai propri rivenditori di ogni ordine e grado elenchi di new business che NON comprendano chi è già cliente ?</p>
<p>E visto che siamo clienti, se vuoi coprire anche il servizio che mi sta fornendo il tuo concorrente, visto che sai perfettamente chi sono, dove sono, cosa faccio e quanto consumo, cosa ti costa fare qualcosa di mirato, non invasivo e personalizzato per convincermi ? E perchè i vari rivenditori si spacciano sempre per &#8220;La direzione commerciale di Xyz&#8221; ? Come se non si capisse &#8230;<br />
Lo so che è uno sfogo assolutamente inutile, ma lo dice la parola: è uno sfogo.</p>
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