PR CENTRALIZZATE: PERCHE’ NON FUNZIONANO.


Le relazioni pubbliche centralizzate a livello globale falliscono nell’attuale panorama mediatico perché si focalizzano sul “controllo” invece di prendere in considerazione la rilevanza locale. Gli headquarters di molte aziende che operano a livello internazionale preferiscono un modello centralizzato nella convinzione che sia indispensabile mantenere un’assoluta coerenza del marchio e ridurre i costi. Questo approccio del tipo “taglia unica” per tutti, è in netto contrasto con il modo in cui operano il pubblico moderno e i soprattutto i media locali. Il risultato è che nei mercati locali il loro brand è praticamente assente nei media di settore e di conseguenza per quei mercati spendono forse poco, ma ottengono il nulla.

I giornalisti non rispondono a proposte generiche inviate in massa da un indirizzo aziendale globale. Si affidano in gran parte a reti di fiducia e a proposte che vengono redatte nella loro lingua madre e nelle tipologie/formati a loro più utili dal punto di vista redazionale. Media relations generiche e centralizzate non sono in grado di instaurare rapporti profondi e diretti con i giornalisti in decine di mercati locali distinti.

Un altro aspetto significativo riguarda la crescente importanza dell’AI. Le PR richiedono oggi l’Answer Engine Optimization (AEO), ovvero garantire che un marchio venga citato dai motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiale quando gli utenti pongono domande specifiche. Poiché i motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiale analizzano le fonti locali più specifiche ed autorevoli per rispondere a query localizzate, i comunicati stampa generici a livello globale non riescono a ottenere citazioni da parte dell’intelligenza artificiale.

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GEO, QUALI STRUMENTI?

Perché le attività di media relations / ufficio stampa sono efficaci per raggiungere gli obbiettivi GEO (Generative Engine Optimization) della comunicazione? Riassumo qui ciò che emerge chiaramente:

• Elevati tassi di citazione da parte dell’IA: gli studi dimostrano che le pubblicazioni sui media di terze parti e la copertura giornalistica indipendente rappresentano dall’82% al 95% delle citazioni nelle risposte generate dall’IA, mentre i siti web di proprietà del marchio rappresentano solo dal 5% al 10%. Quindi gli owned media (sito, blog, profili social) raggiungono altri obbiettivi ma non contribuiscono alla GEO.

• Convalida da parte di terzi: i modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) sintetizzano le risposte cercando un consenso sul web in generale. Quando un organo di informazione affidabile, una rivista di settore o un giornalista tratta un marchio, crea un’impronta digitale autorevole che i modelli di IA considerano come un fatto.

• Rispondere alle intenzioni degli utenti: gli utenti non chiedono a ChatGPT o agli strumenti di ricerca basati sull’IA di ripetere il messaggio di marketing di un marchio. Pongono domande comparative o di consulenza (ad es. «Qual è lo strumento migliore per X?»), che costringono i modelli di IA ad affidarsi a reportage indipendenti, recensioni e citazioni di esperti.

• Segnali di autorevolezza secondari: quando più fonti indipendenti riprendono una notizia o un comunicato stampa, ciò rafforza la diversità dei settori e l’impostazione editoriale che gli algoritmi di IA prediligono.

• Valorizzazione di esperti citabili: le relazioni con i media portano i leader aziendali a partecipare a podcast, interviste e articoli firmati, creando proprio quel tipo di consenso tra esperti identificabili che i motori generativi raccolgono e utilizzano come riferimento.

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Crisis communication, sempre la stessa storia.

Ho scritto questo breve articolo la bellezza di 12 anni fa.

La recente crisi Revolut e la sostanziale mancanza di una vera e propria attività di crisis communication da parte dell’azienda, ci costringe ancora una volta a verificare sul campo come la maggior pare delle azienda sembri totalmente impreparata ad affrontare questa specifica area di comunicazione. Eppure i principi base non sono certo complicati. Scrivevo appunto nel 2014:

“…In pillole alcune raccomandazioni base:

1. Agire in modo razionale e non emozionale
2. Dimostrare reale empatia e preoccupazione verso i clienti coinvolti
3. Non prendere a priori una posizione difensiva, siate aperti e proattivi nell’accertamento dei fatti
4. Ascoltare: i social media danno ampie opportunità di ascolto e dialogo costruttivo con i clienti
5. Comunicare attivamente utilizzando i mezzi direttamente a disposizione: sito, blog, pagina Facebook, Twitter. In caso di necessità si può rapidamente mettere in piedi un mini sito o un blog dedicato.”

Il silenzio e la passività non sono contemplate. Ci vuole poco a distruggere reputazione e fiducia dei clienti.

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La voce del brand negli articoli di scenario

Il bylined article, cioè un articolo firmato da un manager, executive o esperto dell’azienda e pubblicato su una testata, è uno strumento di PR particolarmente efficace quando l’obiettivo non è semplicemente ottenere coverage, ma costruire autorevolezza e posizionamento, dando visibilità alle competenze aziendali in un preciso contesto di mercato. Rivediamo velocemente i principali vantaggi:

1. Affermazione della thought leadership
Posiziona l’autore, ovvero l’azienda stessa, come voce autorevole su un tema, non semplicemente come rappresentante commerciale dell’azienda.

2. Credibilità superiore al contenuto corporate
Un articolo firmato offre generalmente una maggiore credibilità rispetto ad un comunicato stampa o di un contenuto pubblicitario. Il lettore percepisce un punto di vista, un’analisi o una competenza, anziché un messaggio promozionale.

3. Controllo del messaggio
Il bylined article consente di avere un maggiore controllo circa temi da affrontare, dati da utilizzare, concetti associati all’azienda, etc

4. Posizionamento dell’azienda attraverso la persona
Si dimostra competenza attraverso l’analisi di un problema condotta da un rappresentante dell’azienda. L’autore diventa o strumento attraverso cui si costruisce la reputazione dell’organizzazione.

5. Differenziazione
Un bylined article efficace non deve limitarsi a spiegare ciò che fa l’azienda, ma proporre una tesi originale su un tema.

Qui un esempio recente:

 

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GEO: se la conosci… è meglio.

Un interessante articolo pubblicato sul sito Red Lorry Yellow Lorry.
Riporto qui un passo che riguarda il ruolo di PR e Media Relations:
(…) “Un aspetto positivo dell’IA è che finalmente aiuta le PR e il marketing a smettere di fingere di appartenere a specie diverse.
Le raccomandazioni di terze parti e i contenuti generati dagli utenti (UGC) sono un fattore chiave di fiducia per le IA. Se gli strumenti di IA utilizzano elenchi, piattaforme di recensioni e media affidabili come fonti, il tuo compito non è ignorarli e urlare più forte sul tuo sito web. Il tuo compito è quello di costruire una validazione da parte di terzi perché è importante per le IA.

Ciò significa rafforzare i profili sulle directory pertinenti, mantenendoli accurati e aggiornati regolarmente, non il profilo trascurato che hai creato nel 2021 e che non hai mai più guardato. Significa anche cercare attivamente e guadagnarsi buone recensioni – non solo per i marchi SaaS, ma anche per l’hardware, il software e il marchio in generale. Significa anche costruire una copertura mediatica credibile da parte di terzi e una leadership di pensiero, del tipo che dimostri competenza piuttosto che “abbiamo opinioni sulle tendenze”. E PR nel senso più ampio del termine, quindi non solo relazioni con i media, ma anche essere presenti e comunicare negli spazi professionali dove i tuoi acquirenti trascorrono effettivamente il loro tempo, in particolare LinkedIn, le comunità, gli eventi online, i webinar e le conversazioni di settore. Si tratta di costruire una presenza pubblica che sia difficile da ignorare e ancora più difficile da liquidare come semplice chiacchiera di marketing.”

Articolo originale: https://www.rlyl.com/uk/geo-strategy-for-b2b-b2c-tech-brands/

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BACK TO BASICS: PERCHE’ INVESTIRE NELLE MEDIA RELATIONS?

L’attività di media relations online è una leva strategica fondamentale per un’azienda IT, perché contribuisce a raggiungere gli obbiettivi di visibilità, autorevolezza e fiducia.

In termini di visibilità, quando un’azienda IT viene citata su testate online, portali tecnologici e blog di settore ottiene esposizione vreso il proprio target (clienti, partner investitori) e può stimolare traffico qualificato verso il sito. Ovviamente c’è anche un aspetto positivo per la SEO (posizionamento su Google).

L’autorevolezza (thought leadership) deriva ovviamente dai contenuti, che permettono all’azienda di poszionarsi come “esperti” del settore. Questo avviene in particolare attraverso interviste a CEO o CTO, articoli tecnici firmati, success story, commenti sui temi caldi del momento(AI, cybersecurity, cloud, ecc.)

Riguardo reputazione e la fiducia ovvimente essere citati da media indipendenti è più credibile rispetto alla comunicazione aziendale diretta; il messaggio è “validato” da terzi (giornalisti, editori) e aumenta la percezione di affidabilità.

Una buona attività di media relations online crea inoltre un effetto moltiplicatore, quando l’articolo viene condiviso sui social e può essere poi utilizzato per la newsletter aziendale e campagne marketing.


 

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La GEO sta arrivando, ma voi siete pronti?

PR e Generative Engine Optimization, la nuova arena di confronto per la comunicazione.

All’inizio degli anni 2010, le PR hanno perso il treno: la SEO ha preso il sopravvento sulla visibilità online, i grandi content marketer ottenevano i budget e le PR sono state messe un po’ da parte. Ironia della sorte, in realtà il lavoro svolto dai professionisti delle PR ha avuto un impatto significativo sul SEO, poiché i backlink provenienti da testate giornalistiche affidabili sono molto potenti; tuttavia, non hanno ottenuto il merito per questo, poiché i marketer in genere possedevano l’ultimo clic.

Quindici anni dopo, la ricerca sta cambiando di nuovo.

I motori generativi come ChatGPT, Gemini e Perplexity non si limitano a classificare i link. Decidono quali fonti citare e poi sintetizzano le risposte, e lo fanno sulla base di contenuti verificati, ben strutturati e autorevoli provenienti da fonti online di alta qualità. Danno la priorità ai media nazionali e regionali, alle pubblicazioni di settore, a Wikipedia e ai forum di discussione come Reddit. In altre parole, ai contenuti che i team di PR già diffondono ogni giorno.

I media non influenzano più solo la percezione del pubblico, ma stanno diventando i dati di addestramento e il livello di riferimento. OpenAI ha siglato un accordo con News Corp. Perplexity ha stretto una partnership con The Independent e Los Angeles Times. Google ha ottenuto la licenza per i contenuti dell’Associated Press per addestrare Gemini. Si tratta di accordi importanti con organizzazioni giornalistiche di grande peso. Le redazioni stanno diventando le fonti principali per i risultati dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), rendendo a loro volta i media guadagnati una delle leve più potenti nel plasmare il modo in cui l’IA rappresenta il vostro marchio.

Le implicazioni sono enormi. Le persone non cliccano più solo sui risultati di ricerca, ma ottengono risposte dirette dagli LLM. Le sole panoramiche dell’IA di Google hanno portato a un calo dal 70% all’80% dei tassi di clic sulle pagine che alimentano le sue risposte. Il numero di ricerche potrebbe non essere diminuito, ma è cambiato il luogo in cui le persone ottengono le loro risposte.

Quindi, non è sufficiente che il vostro brand abbia il miglior articolo, il miglior post sul blog o la migliore landing page. Se non viene citato, è meno probabile che venga visto. La visibilità non deriva più dal link, deriva dall’essere la fonte.

Ciò significa copertura mediatica.

Ciò significa credibilità e reputazione guadagnata.

Ciò significa PR.

I risultati della stampa, i commenti degli esperti, le interviste e le citazioni sono i tipi di contenuti che gli LLM mettono in evidenza. Quando qualcuno chiede: “Chi è leader in questo settore?” o “Quale azienda sta guidando l’innovazione in questo campo?”, le risposte provengono dalla vostra presenza sui media, non dai vostri testi di marketing.

La battaglia per la GEO (Generative Engine Optimization) si sta già surriscaldando all’interno delle organizzazioni. I team SEO vedono l’opportunità. Lo stesso vale per i content marketer, i product lead e i team di analisi. Tutti vogliono possedere questo nuovo canale di visibilità nativo dell’intelligenza artificiale, e non è scontato che le PR otterranno il vantaggio. Ma dovrebbero, perché stanno già facendo il lavoro.

La GEO premia la rilevanza, la coerenza e la credibilità, che sono i punti di forza fondamentali delle PR. I professionisti della comunicazione hanno trascorso decenni a guadagnarsi la fiducia nei luoghi che ora contano di più per gli LLM. La chiave è strutturare quel lavoro per ottenere riconoscimento, assicurarsi che sia reperibile e mantenere il flusso.

Per la prima volta, le PR hanno la possibilità di dimostrare il loro impatto in modi che prima erano impossibili da quantificare. Quando un LLM riporta una citazione del vostro CEO o fa emergere una storia che avete contribuito a diffondere, si tratta di un’influenza misurabile nel mondo reale.

Ho tratto e liberamente rielaborato questo contenuto da: “LLMs Just Made PR the New Power Player in Search” di Gregory Galant. https://prsay.prsa.org/ 

Immagine: https://unsplash.com/it/@growtika

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Diritto d’autore e AI

Un interessante articolo di Enrico Bonadio, pubblicato da Agenda Digitale, su un tema complesso.

La crescente produzione creativa dell’intelligenza artificiale pone interrogativi sulla titolarità dei diritti. Una proposta normativa cerca di bilanciare la tutela degli investimenti economici con la valorizzazione del ruolo umano nella generazione dei contenuti.

Bonadio è docente presso la City St. George’s University, University of London (per la quale stiamo realizzando un progetto di comunicazione).

https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/chi-protegge-le-opere-dellia-una-proposta-per-autori-e-investitori/

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City St. George’s University – Progetto di comunicazione

Uno studio innovativo, realizzato da City St George University, University of London (per la quale stiamo realizzando un progetto di comunicazione) e IT University of Copenhagen, dimostra che quando agenti di intelligenza artificiale (AI), basati su modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), comunicano tra loro, non si limitano a seguire script o ripetere schemi, ma si organizzano spontaneamente per raggiungere il consenso sulle norme linguistiche in modo molto simile alle comunità umane.

https://www.infodata.ilsole24ore.com/2025/05/15/chatgpt-e-simili-imparano-a-fare-squadra-cosi-nascono-le-regole-sociali-tra-le-ai/


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I trend della comunicazione per il 2025

Tra le molte opinioni sull’evoluzione della comunicazione nel 2025, mi sembrano molto interessanti due in particolare, riportate sul sito di Berkeley, agenzia con cui collaboriamo a livello internazionale.

La prima, esposta da  Paul Stallard, COO di Berkeley Group:” Nel 2024 abbiamo assistito a pressioni significative sui bilanci di molti settori diversi. L’incertezza economica e i cambiamenti del panorama politico hanno portato molte aziende a ridurre le spese di marketing e PR. Tuttavia, la storia ha ripetutamente dimostrato che il mantenimento o addirittura l’aumento degli investimenti durante i periodi di crisi può fornire un vantaggio competitivo cruciale, e coloro che hanno continuato a investire in queste funzioni entreranno nell’anno in corso in una posizione molto più forte.”

Circa il panorama dei media,  Alejandro Arango, direttore generale di Berkeley Nord America, osserva: “Con la continua diversificazione dei media e la nascita di piattaforme di nicchia, nel 2025 i comunicatori dovranno affrontare un panorama sempre più frammentato. I brand devono adattarsi e adottare un approccio più mirato, personalizzando la messaggistica in modo che risuoni con un pubblico più piccolo e specializzato su vari canali per avere successo. (…) Per i professionisti della comunicazione sarà inoltre essenziale costruire e mantenere la fiducia in questo ambiente. In mezzo alla disinformazione e allo scetticismo dilaganti, saranno fondamentali una messaggistica trasparente, voci di leadership autentiche e il mantenimento costante delle promesse. Le aziende che danno priorità alle relazioni e dimostrano una genuina responsabilità nei confronti degli stakeholder si distingueranno in un’epoca in cui l’affidabilità è un importante vantaggio competitivo.”

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