Crisis communication, sempre la stessa storia.

Ho scritto questo breve articolo la bellezza di 12 anni fa.

La recente crisi Revolut e la sostanziale mancanza di una vera e propria attività di crisis communication da parte dell’azienda, ci costringe ancora una volta a verificare sul campo come la maggior pare delle azienda sembri totalmente impreparata ad affrontare questa specifica area di comunicazione. Eppure i principi base non sono certo complicati. Scrivevo appunto nel 2014:

“…In pillole alcune raccomandazioni base:

1. Agire in modo razionale e non emozionale
2. Dimostrare reale empatia e preoccupazione verso i clienti coinvolti
3. Non prendere a priori una posizione difensiva, siate aperti e proattivi nell’accertamento dei fatti
4. Ascoltare: i social media danno ampie opportunità di ascolto e dialogo costruttivo con i clienti
5. Comunicare attivamente utilizzando i mezzi direttamente a disposizione: sito, blog, pagina Facebook, Twitter. In caso di necessità si può rapidamente mettere in piedi un mini sito o un blog dedicato.”

Il silenzio e la passività non sono contemplate. Ci vuole poco a distruggere reputazione e fiducia dei clienti.

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