L’era del copia e incolla (ctrl-C ctrl-V Communication Blues)

Il pessimo articolo del Corriere della Sera sugli utenti di Facebook , sul quale vi consiglio in particolare, tra i tanti, i commenti di Luca Conti e di Mantellini, deve farci riflettere e suonare come un campanello d’allarme.

Guardiamolo in paralello al caso (molto meno rilevante, ma altrettanto esemplare) del blogger che riporta stupidaggini su azende e prodotti senza verificarne nemmeno una virgola.

Il modus operandi dei due “giornalisti” presenta aspetti comuni: in realtà non scrivono, ma lavorano attraverso aggregatori di fonti.

Una volta avuto il flusso dei risultati, selezionano rapidamente quello che gli sembra più “stuzzicante” o trendy per la pubblicazione: ctrl-C, ctrl-V, e l’articolo è fatto.

Approfondire il senso di quello che si pubblica ? Verificare qualcosa ?

Non si può.

L’economia dell’informazione (specialmente quella online, ma non solo) richiede oggi che si produca la maggior quantità possibile di contenuti nel più breve (ed ecomonico) tempo possibile.  E così la propagazione di eventuali bufale avviene quasi in tempo reale.

Conseguenza specifica per le aziende: i tempi di reazione devono essere rapidissimi, e occorre monitorare costantemente  ciò che viene pubblicato online per evitare (per quanto è possibile) che informazioni infondate divengano “fatti” di dominio pubblico, intaccando la reputazione di aziende, prodotti, persone.

Buon lavoro a tutti.

 

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5 risposte a L’era del copia e incolla (ctrl-C ctrl-V Communication Blues)

  1. stellavale scrive:

    Però questo non è giornalismo!

  2. Enrico Bianchessi scrive:

    Assolutamente vero carissima. Ma sono i meccanismi che sembrano governare una parte dell’informazione che gira in rete. E distinguere è diventato davvero complicato.

  3. Origami scrive:

    L’articolo mi aveva molto sorpreso per lo strano taglio e tutti i cliché veicolati. Magari una chiamata/mail all’ufficio stampa avrebbe aiutato i giornalisti a scrivere un articolo credibile evitando amalgami con altre piattaforme e apriori. L’ufficio stampa deve essere visto come il giusto tool per aiutare il giornalista nella sua ricerca di materiale, poi libero lui di tirare le proprie conclusioni.

  4. Enrico Bianchessi scrive:

    Cara (o caro) Origami, hai assolutamente ragione, ma proprio qui è il punto. Ci sono forse due ordini di problemi. Uno è il fatto che purtroppo alcuni uffici stampa non sono evidentemente in grado di qualificarsi come “risorsa” per i giornalisti (non sto parlando di quello di Facebook, ma in generale) e spesso quindi vengono totalmente by-passati. Il secondo è quello proprio del giornalismo “da corsa” o di taluni blogger-giornalisti che a prescindere dalla possibilità o meno di approfondire e verificare preferiscono andare diretti al post.

  5. Axelle scrive:

    (ho cambiato la mia intestazione – Origami/Axelle) in effetti. Di solito sono più che felice, quando l’argomento si presta, di fornire informazioni o di suggerire contatti che non riguardano il mio cliente, ben contenta appunto di essere vista come una risorsa.